Mahler in Italy
Marco Bizzarini, Giornale di Brescia, July 15th 2008
‘Mahler, grandiosa esecuzione per la partitura monumentale’
Con una grandiosa esecuzione della Terza Sinfonia di Mahler è stato festeggiato nel migliore dei modi – l’altra sera, a Salò -il cinquantesimo dell’«Estate musicale del Garda».
Assecondata anche da ideali condizioni meteorologiche, la serata ha mantenuto un livello artistico di prim’ordine dalla prima all’ultima nota. L’Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Torino, circa 160 musicisti, hanno occupato una parte considerevole di piazza Duomo, sottraendo necessariamente alcune file di sedie destinate agli spettatori: ma il risultato complessivo, anche dal punto di vista acustico, era davvero magnifico.
Meritano dunque un plauso gli organizzatori del concerto-evento per aver perseguito un’ideale artistico di forte impegno ed alta qualità, in un momento dell’anno che spesso, purtroppo, propende per operazioni musicali alla ricerca di facili consensi.
Mahler non era molto ottimista sul successo della sua Terza Sinfonia: «La gente – diceva – non capirà mai la sua gaiezza che si libra al di sopra del mondo di conflitti e di dolore della Prima e della Seconda sinfonia». In effetti, la popolarità delle due prime opere sinfoniche si è sempre dimostrata superiore a questa partitura dalle proporzioni monumentali, la cui durata si aggira intorno ai 95 minuti, rendendo estremamente rare – almeno in Italia – le occasioni di un ascolto dal vivo.
Ma il concerto di Salò, grazie all’ottimo livello della formazione sinfonico-corale di Torino, ha dato modo a tutti gli spettatori, se non di comprendere in ogni piega la complessa e talvolta enigmatica ispirazione mahleriana, almeno di cogliere la vastità del suo universo poetico, la profondità delle sue intuizioni e l’incredibile fantasia negli impasti strumentali.
Il direttore Henrik Schaefer si è reso protagonista di una prova molto convincente. Dei sei movimenti che formano la Sinfonia, il primo è di gran lunga il più difficile e composito, quasi una sorta di gigantesca marcia al cui interno si alternano episodi contrastanti; Mahler intendeva così dipingere le forze dionisiache della natura nell’incessante divenire. Schaefer ha conferito piglio energico all’attacco iniziale degli otto corni, mettendo poi brillantemente in risalto il passaggio repentino dalle percussioni militaresche al corale grave degli ottoni.
Superato il difficilissimo test, è stato agevole rendere la leggiadria del Minuetto e il clima fiabesco dello Scherzando, nella cui sezione centrale si sono udite le incantatorie sonorità del «Posthorn» (cornetta del postiglione) realizzate dal bravissimo solista Carlo Beltrami. Il mezzosoprano Francesca Provvisionato ha quindi dato il giusto colore all’evocazione notturna del testo di Nietzsche che costituisce il quarto movimento, mentre il coro femminile e il coro di bambini, con le loro evocazioni angeliche, hanno improvvisamente illuminato il quadro.
Splendida serata, dunque, conclusa sulle note del commovente Adagio, animato da improvvise accensioni liriche e perorazioni sonore. Copiosi applausi all’indirizzo di tutti e, in particolare, alle validissime sezioni dei fiati in orchestra.
